Per la costruzione del cabinet mi sono fatto aiutare dal mio amico Franco, insegnante ed ottimo ebanista. In queste foto è intento a satinare a mano la piastra superiore del Triodino III.

Queste sono le prime fasi del montaggio.

I condensatori elettrolitici dell’alimentatore e di fianco il circuito di ritardo per l’accensione della tensione anodica.

Vista generale della disposizione degli zoccoli delle valvole.

I condensatori carta olio, due destinati per il mu-fullower e due per l’accoppiamento alle 2A3.

Vista superiore dell’amplificatore dove si notano i due trasformatori di uscita TU102 (a sinistra),  il trasformatore TA01 e l’induttanza da 10H (a destra).

Questa è la vista generale del Triodino III terminato. Si è vero è un po’ disordinato. Ma visto che così suona bene perché andare a spostare i percorsi dei cavi per raggrupparli e magari far nascere qualche ronzio?

Alcuni particolari.

I condensatori di alimentazione sono dei Kendel da 470nF 450V.

Le resistenze sono a strato di carbone con tolleranza al 5%.

I condensatori , sia quello inserito nel circuito di mu-follower che di accoppiamento sono dei carta olio comprati da surplus di Roma.

I condensatori di polarizzazione delle 2A3 sono degli Sprague Atom, sovradimensionati  100nF 350V perché non ho trovato quelli da 100V.

Per il ponte di diodi ho usato dei BY255 come descritto sul n° 19 di CHF, ma come consigliato dal buon e pazientissimo Leonardo Lamberti si può inserire al posto dei quattro diodi un più comodo ponte.

Infine nell’ultima foto si vede il circuito di ritardo per la tensione anodica fornitomi da Leonardo, evitando in questo modo di installare il secondo interruttore.

Questo è il risultato finale.

Le valvole utilizzate sono le 6SN7 GT della FIVRE e le 2A3 della Golden Dragon (Premium).

Triodino III

 

Catena di riproduzione

Lettore CD Meridian 506

Diffusori Sonus Faber modello Minima Amator

Cavi tra CD ed ampli Monster Cable  Interlink 200 CD

 

Il Triodino III è stato collegato direttamente al lettore CD Meridian 506, che pilota l’amplificatore in modo sufficiente, visto che ha ben 2V in uscita (in classe A). il preamplificatore Triopre al momento è in fase di costruzione.

per la prova sono state usate  le casse Sonus Faber, ( modello: Minima Amator), nonostante la bassa efficienza (88dB/W/m) e la limitata potenza delle 2A3, restituiscono un impatto sonoro con sufficiente pressione acustica, nell’ambiente in cui sono state effettuate le prove.

La prova di ascolto l’ho effettuata dopo aver rodato le valvole per circa 40 ore. Ho usato  i miei dischi preferiti, (di seguito elencati), in un ambiente di circa 35mq. Le casse sono distanti dal muro laterale circa 1m e dalla parete di fondo circa 1.5m.

Dopo circa 30 – 35 minuti di riscaldamento del Triodino III ho iniziato la prova di ascolto.

 BRANO N°1

RACHELLE FERRELL

FIRST INSTRUMENT

YOU SEND ME

BLUE NOTE

La voce della Ferrell nella sua infinita estensione viene restituita in modo molto naturale e senza sbavature, in tutta la sua gamma di frequenze.

La sua voce alle alte frequenze risulta setosa, le frequenze medie vengono restituite con grande naturalezza, mentre i bassi sono ben presenti e controllati.

Le microinformazioni si ascoltano senza fatica.

Tutti gli strumenti sono posizionati correttamente nella scena sonora, rilasciando una piacevole sensazione all’ascolto.

 BRANO N°2

CYRUS CHESTNUT

SOUL FOOD

SOUL FOOD

WARNER MUSIC GROUP

“STUPENDO!!!”, questa è la prima parola che mi viene in mente ascoltando questo brano. La tromba ben posizionata a destra della scena sonora è ben “pernacchiosa”, reale come non mai. A sinistra un sax incredibile ed emozionante, le parole non bastano ad esprimere le emozioni coinvolgenti di questo brano riprodotto dal Triodino stupendamente. Piano basso e batteria negli assoli non sono da meno dei fiati, coerenti e ben posizionati nell’ampissima scena sonora.

  BRANO N° 3

WINTON MARSALIS FEAT + DIANNE REEVES

FEELING OF JAZZ

A STORY OF JAZZ VOL. 1

BLUE NOTE

Questo brano è abbastanza particolare nella sua incisione, in quanto è presente una stereofonia portata all’estremo. La batteria è posizionata a sinistra, il piano a destra, la voce ed il basso al centro e la tromba a metà tra la voce solista e la batteria. La cosa affascinante di questo brano oltre alla bellissima esecuzione è che le casse scompaiono, mi spiego meglio, il suono va più a destra o più a sinistra rispetto al posizionamento delle casse.

 BRANO N° 4

DIANA KRALL

FEEL ME A GRAPE

THE VERY BEST OF

VERVE

La cantante bianca con la voce di una di colore. Così è stata definita Diana Krall. In effetti, in questo brano la sua voce blues è senza dubbio “nera” con un ottimo impatto sonoro. Il basso è profondo, fermo e preciso, gli inserti di piano piacevolissimi sono chiari, naturali e molto coerenti.

 BRANO N° 5

SHIRLEY HORN

SUMMER

I THOUGHT ABOUT YOU – LIVE AT VINE ST.

VERVE

Brano italiano di Bruno Martino eseguito magistralmente dalla Horn con il suo trio. In questo brano sono presenti micro informazioni difficilmente ascoltabili in modo accettabile con amplificazioni mediocri (esperienze vissute). Con mia meraviglia queste informazioni sono riprodotte in maniera buona dal triodino (nulla da invidiare ad elettroniche blasonate).

Voce e piano incredibilmente reali. 

 BRANO N° 6

SALVATORE ACCARDO + ORCHESTRA DA CAMERA ITALIANA

CONCERTO PER LA DONAZIONE ALLA CITTA’ DI CREMONA DEL VIOLINO STRADIVARI

VESUVIO 1727

LA CAMPANELLA DI NICOLO’ PAGANINI

FONE’

Disco assolutamente da acquistare. Dico così perché il suono dello Stradivari Vesuvio suonato dal magistrale Salvatore Accardo è riprodotto dal Triodino in maniera stupefacente. Una coerenza di suono incredibile, le note altissime dello Stradivari sono state riprodotte in maniera eccezionale provando una piacevole sensazione.

 BRANO N° 7

JORDI SAVALL

TOUR LES MATINES DU MONDE

TRAVELLING

Musica barocca, un poco difficile al primo ascolto ma stupenda. Da questo disco ho scelto vari brani che mi hanno veramente emozionato. Il basso in alcuni brani (es: track 3 – Prelude pour Mr. Vauquelin) è veramente cattivo, nel senso buono del termine. Pur avendo le minime amator (equipaggiata con mid-woofer da 13 cm. accordato in bass-reflex) il basso è sceso a livelli mai sentiti prima dai miei diffusori. Altro test l’ho effettuato con il brano N° 9 (Troisienne Lecon de Tenebres a 2 Voix) due stupendi soprani posizionati nella scena sonora una a destra e l’altra a sinistra. Voci setose emozionanti, incredibilmente reali.

 BRANO N° 8

CARMINA BURANA

CARL ORFF

DEUTSCHE GRAMMOPHON

[TRACK 15 – AMOR VOLAT UNDIQUE]

[TRACK 16 – DIES NOX ET OMNIA]

[TRACK 25 – O FORTUNA]

In questo disco ho scelto i tre brani in elenco per me significativi. Nelle tracce 15 e 16 il coro dei bambini viene posizionato in fondo alla scena rispetto al soprano in primo piano creando una profondità di campo straordinaria. O Fortuna: ho scelto la track 25 e non la N° 1 perché qui i timpani hanno una particolarità. In un buon impianto i tre colpi dei timpani (quasi alla fine del brano)  si ascoltano in modo chiaro e distaccato mentre in amplificazioni mediocri (sempre per esperienze vissute) i colpi dei timpani che si riescono ad ascoltare sono due, in primo un colpo breve ed un secondo più lungo. Comunque il Triodino riproduce i tre colpi dei timpani in maniera eccezionale confermando una certa velocità nei bassi.

 BRANO N° 9

I’VE GOT THE MUSIC IN ME

THELMA HOUSTON AND PRESSARE COOKER

SHEFFIELD LAB

Stupendo il gioco della stereofonia sul brano Reggae Tune (brano n°2), il triodino è fedelissimo nel riprodurre tutti gli strumenti posizionandoli nello spazio in modo corretto. Bassi decisi e fermi mentre le tonalità medio e alte non risultano mai fastidiose. La Voce della Houston è graffiante, decisamente blues, viene riprodotta con un buon realismo.

 CONCLUSIONI

Dall’età di 14 anni ascolto musica, riprodotta da una serie interminabile di elettroniche, dalle più mediocri fino ad arrivare a livelli accettabili.  Anche se nel mio ultimo impianto era presente un amplificatore valvolare (Sonic Frontier SFC-1) non ero pienamente soddisfatto. Da qualche anno mi sono buttato nell’audio costruzione (il Triodino è la mia seconda esperienza) è posso dire che con una spesa ragionevole, un po’ di pazienza e tanta passione sono riuscito a realizzare delle elettroniche di buon livello.

Il Triodino III si è rivelato un amplificatore di tutto rispetto che non ha nulla da invidiare ad elettroniche con nomi blasonati e da prezzi tali da poter andare  a fare il giro del mondo.

La semplicità (ma solo apparente) del suo circuito restituisce all’ascoltatore un suono che si avvicina di molto quello reale, imprigionandovi nella piacevolezza del suo suono per ore.

La componentistica l’ho scelta nell’ottimo negozio di Aprilia (LT) AUDIOKIT, mentre i trasformatori, sia quello di alimentazione che l’induttanza, ma soprattutto i trasformatori di uscita li ho acquistati dalla MEGAHERTZ di Leonardo Lamberti.

Devo ringraziare il buon Leonardo Lamberti che con la sua pazienza infinita mi ha sempre  consigliato e/o suggerito mille soluzioni tecniche per la costruzione del Triodino III. Inoltre avendolo conosciuto di persona si è rivelato una persona stupenda e generosa con cui si può parlare di tutto per ore.

Ernesto Nobili.